Fabrizio Boschetti Sales Manager Shopping Plus, domani avrà il privilegio di essere relatore alla mostra-convegno “Strategie e storie di prossimità: centri storici futuri”, organizzata da Confesercenti Bari nell’ambito di un progetto che coinvolge 16 Comuni della Provincia.
Parlerà di fidelizzazione della clientela per le attività commerciali dei centri storici. Ma soprattutto, porterà dati reali.
Il cashback territoriale è la base. È collaudato, misurabile, apprezzato dai commercianti. Ma se un programma fedeltà grava solo sui negozianti, prima o poi smette di essere sostenibile. E se non crea un senso di appartenenza nel cittadino, non costruisce nulla di duraturo.
La domanda che ci siamo posti lavorando con decine di circuiti commerciali in tutta Italia è: cosa trasforma un programma fedeltà in un progetto di territorio? La risposta: risorse che vengono da fuori del circolo negoziante-cliente.
I progetti che crescono e durano nel tempo sono quelli che riescono ad aprire il circuito a tre fonti di valore aggiuntivo:
- Welfare aziendale
Le imprese del territorio veicolano i fringe benefit dei dipendenti nei negozi locali. Il welfare è già previsto dalla legge: portarlo sul circuito commerciale non è un costo nuovo, è un upgrade. Il dipendente sceglie dove spendere. Il negoziante incassa nuovi clienti con budget dedicato. - Buoni spesa e sussidi pubblici
I Comuni possono erogare contributi economici, buoni nascita, incentivi per giovani coppie e altre misure di sostegno direttamente sulla card del circuito. La spesa pubblica finisce nei negozi locali invece di dissolversi altrove. E tutto è tracciabile. - Ricariche volontarie e gift card
Quando un cittadino ricarica la card o regala una gift card digitale a un amico, sta scegliendo consapevolmente di far girare spesa nel proprio centro storico. È un gesto piccolo, ma è la misura più concreta del senso di appartenenza a una comunità commerciale.
I numeri che porteremo in sala, non teorie, raccontano progetti già attivi: LaVantaggiosa – Bagno di Romagna (FC) | Faenza Shopping Card – Faenza (RA) | CartAMorbegno – Morbegno (SO) | Le Vie del Commercio – Lanciano (CH) | Fano al Centro – Fano (PU) | TIPREMIO Card – Circondario Imolese (BO).
Dietro ogni progetto c’è un Comune, un consorzio o un’associazione di categoria che ha deciso di investire sul territorio. E i risultati si vedono.
Cosa abbiamo imparato in questi anni
Quando mostri i numeri a un commerciante, la prima reazione è spesso di diffidenza. “Ma da noi è diverso”, “Noi siamo troppo piccoli”, “Chi gestisce tutto questo?”… La risposta è sempre la stessa: nessun negozio deve gestire nulla da solo. Il punto è esattamente questo. Il circuito esiste perché fare squadra permette al piccolo di competere come se fosse grande. E quando mostri gli stessi numeri a un Assessore al Commercio o a un responsabile HR di un’azienda locale, la conversazione cambia completamente. Perché capiscono che c’è una leva concreta – non un contributo a pioggia, non uno spot promozionale – per tenere vivo il tessuto commerciale del loro territorio.
In conclusione, i centri storici non muoiono per mancanza di affetto. Le persone vorrebbero ancora comprare vicino a casa, dal negoziante che conoscono. Muoiono per mancanza di strumenti. E di regia.
Se stai lavorando su un progetto di questo tipo – come responsabile di un CCN, di un’associazione di categoria, di un Comune, o di un’azienda che vuole valorizzare il welfare territoriale – siamo disponibili a confrontarci.